Toschi Elios

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Autore: Elios Toschi
Titolo: TESEO TESEI E I CAVALIERI SUBACQUEI
Collana: Gli Inattuali
Prezzo: 20,00€

“Ormai l’idea del nuovo mezzo d’attacco subacqueo va sempre più precisandosi nei nostri [di Teseo Tesei e di Elios Toschi] schemi, nelle nostre discussioni [...] Passiamo dal progetto generico ai disegni dettagliati, ai calcoli [...] Ogni tanto imbastiamo una delle nostre solite discussioni politiche, filosofiche, tecniche. I nostri punti di vista sono spesso molto vicini, specialmente nelle premesse; più lontani quando vogliamo giungere alle estreme conseguenze. A questo punto il suo assolutismo nel voler pagare sempre di persona fa giungere [Tesei] al paradosso ideale della rinuncia al successo pratico purché ci sia il sacrificio. Pensa che questo sia più importante di quello [...] Teseo è divenuto un uomo tagliato nella roccia, tutto d’un pezzo, con inclinazioni astratte e dirette più verso una visione filosofica, totale che verso gli aspetti del comune buonsenso [...]

Questo il Teseo uomo, l’amico al quale il destino e una affinità, superiore alle intime convinzioni ed alle diversità di vedute specifiche, mi hanno legato nel periodo più fatale della nostra storia recente. Egli evoluirà ancora accentuando la sua visione quasi ascetica della vita [...] Dobbiamo battezzare il nostro strano apparecchio. Come chiamarlo? Torpedine semovente, siluro umano, siluro di lunga corsa? Finiamo per preferire: ‘siluro di lunga corsa’ o meglio la sua sigla riassuntiva: ‘S.L.C.’ [...] Una sera rientriamo più presto dal nostro allenamento perché c’è bassa marea. L’apparecchio si infila nella sabbia, [...] ci mettiamo noi a trascinare il bestione verso le acque interne del Serchio. L’apparecchio fluttua placido placido facendo uno strano rumore di rigurgito, sotto il muso, per la risacca che l’investe. Teseo, con il suo fiorito parlare toscano, senza pensarci su, dice al palombaro porgendogli la cima di rimorchio: ‘Prendi, ormeggia tu il maiale.’ L’altro non fa obiezioni, anzi, capisce benissimo e subito esegue. Da quel momento il ‘siluro di lunga corsa’ viene ufficialmente declassato al rango del suino. Nessuno gli toglierà più questo nome.”

“L’ordine di operazioni prevede che [il 26 luglio 1941] alle quattro e trenta al più tardi [Teseo Tesei] faccia saltare le ostruzioni di Ponte s. Elmo [a Malta]. Ha appena il tempo materiale per raggiungerle, applicare la testa esplosiva e farla saltare immediatamente. Tesei è ben conscio della inesorabilità dei minuti. Partendo dice a Costa: ‘Presumo che non farò in tempo altro che a portarmi sotto la rete. Alle quattro e trenta la rete deve saltare e salterà. Se sarà tardi spoletterò al minuto.’ Tradotto in linguaggio corrente, per gli uomini comuni: ‘Se sarà necessario, salterò anch’io con l’esplosivo.’ L’impossibile, disperata, spartana impresa di Malta è in corso e nulla può più farla retrocedere. È una meditata sfida al destino, alla realtà, alla paura umana. È la crudele sopraffazione dell’istinto di conservazione dell’uomo, voluta freddamente, per dimostrare la superiorità dello spirito sulle debolezze umane.

Per dimostrare ai tiepidi, ai tranquilli, agli inseguitori del solo benessere materiale, agli intriganti della carriera che il romanticismo del coraggio e della morte vive ancora. Per riaffermare che anche in eventi ritenuti ingiusti, anche contro l’impossibilità, si può e si deve lottare da uomini forti, senza mirare al successo, senza neppure credervi [...] Teseo Tesei, il Cavaliere antico, l’uomo sopravvissuto di oltre due millenni all’epopea omerica, ha guardato al suo secolo come ad un istante di debolezza dell’umanità. Egli vede la vita terrestre come un brevissimo accidente della vita dello spirito e come tale la valuta. Cioè come un esperimento, senza particolare attaccamento. [...] È convincimento di Tesei che il sacrificio della vita per il proprio ideale sia il modo migliore di vivere. Gli scettici del benessere potranno pensare ad una forma di esaltazione, ad un estremismo della retorica. Hanno torto. Egli è totalmente contro la retorica. Egli parla spesso con accenti di severa critica degli atteggiamenti magniloquenti di alcuni personaggi politici e di tutte le manifestazioni solo esteriori, e pertanto vane, della determinazione e del coraggio.”