I Masnadieri

I masnadieri sono gli uomini della decisione. La massa umana ristagna nella sua inerzia, tra i suoi agi o disagi, negozi o vizi o strazi, alfabetizzata o analfabeta, e, all’improvviso, si leva uno, da uno studio o da un bosco, da un trivio o da un trono, e ha fame di domande vere, radicali, sete di risposte che non accetterà di vedere eluse, costasse la vita, sua o di molti. Ora sono i nichilisti, i briganti, i banditi, “voluttuosamente liberi come nibbi”, “delizia di femmine sfrontate”. Ora sono gli ottimisti, i pazienti costruttori di avvenire. Sono rivali, eppure consanguinei. Li divide la bandiera: le armi li uniscono. Laceri o in alta uniforme, composti o brutali, sono quel barbaglio di un demonio o di un dio su cui vale la pena si appunti l’interesse dello storico. A prescindere dal fatto che Atene (o Roma, o Napoli, o Parigi, o Berlino, o Avellino, o Nola, o Aquilonia), intanto, importasse olio ed esportasse grano per il compiacimento (li chiamano piaceri solitari…) dei posseduti dall’ideologia del mercato.

I testi della collana:

- Giuseppe Mazzini – Della guerra d’insurrezione conveniente all’Italia
- I Sublimi Maestri Perfetti – La Carboneria. La Costituzione del Regno delle Due Sicilie (1820)
- Léon Kochnitzky – Vivere ardendo e non bruciarsi mai
- Fulvio Izzo – Un miliziano di Sua Maestà