Mutti Claudio

Roma dopo Roma Claudio Mutti
Autore: Claudio Mutti
Titolo: Roma dopo Roma. Configurazione storiche dell’Impero Romano.
Collana: La Genealogia
Prezzo: 17,00€

INTRODUZIONE DI FRANCO CARDINI

E’ questo un saggio di grande spessore storico, filosofico, filologico e antropologico [.] una prospettiva “inattuale” che tuttavia è sempre e comunque “presente”, come tutte le cose che, al pari degli alberi ashvattha hanno la chioma capovolta perché le loro radici sono profondamente infìtte nell’alto dei cieli dal quale desumono nutrimento perenne. (…) Mutti non s’interessa, non si è mai interessato, né di quel ch’è secondario né di quel ch’è contingente [.] egli mostra sempre di essersi nutrito solo delle midolla del leone: ed è per questo clic viene considerato un “autore controcorrente”, mentre è semplicemente uno che di correnti non si occupa. [.] Altrimenti sarebbe da anni [.] insediato su una nobile cattedra universitaria, o appollaiato su uno scranno accademico [.] a pontificar di fumose menzogne. Invece, egli potrebbe ricordare forse un capo corsaro di una di quelle navi magiche “tempestarie” volanti nel cielo che secondo il De grandine et tonitruis di sant’Agobardo di Lione provenivano dall’Isola di Magonia e riversavano fulmini e tempeste sui mortali. Per questo Mutti non poteva non curarsi di Roma, cioè dell’Impero vale a dire dell’Idea d’impero, del concetto mitologico, metastorico, metafisico e metanropologico del Potere e del Diritto al Potere. (…)

claudio mutti buttafuoco

Autore: Claudio Mutti
Titolo: Europa, ridéstati!
Collana: I Masnadieri
Prezzo: 15,00€

“La geopolitica, dottrina di cui Mutti è profondo conoscitore, altro non è che la fisiologia in un organismo complesso: la Terra. [...] La geopolitica abbatte i perimetri ideologici in cui il Novecento è stato ingabbiato [...] La salvezza dei popoli che abitano l’immenso spazio che si estende da Dublino a Vladivostok deve —secondo la lezione di Mutti— passare per la rinuncia al sogno anacronistico di comunità statali a base etnica, regionale, nazionale e lanciarsi in avventure continentali. [...] Quanto all’unità di civiltà e cultura, ricorda Mutti, è stata sinteticamente descritta da Marcel Mauss: ‘Dalla Corea alla Bretagna esiste un’unica storia, quella del continente eurasiatico’. Così solo si potrà arginare il melting pot mondialista, l’azzeramento delle differenze a favore del nulla. Il modello sociale americano, più generalmente quello “occidentale”, ha solo l’orizzonte di se stesso. Una cultura che spesso non ha nessuna profondità e che, interrogata, si spiega nelle modalità della sua ripetizione a oltranza e del consumo freddo di territorio, cultura, vita. [...] La frammentazione politica degli Stati è l’arma più efficace dell’egemonia occidentale, [da cui discende] una ‘geopolitica del caos’ che si nutre di perturbazioni, le crea e le alimenta. E necessario far vivere una coscienza euroasiatica a partire dai pensatori tradizionalisti, dai grandi studiosi come Mircea Eliade, che sottolineò l’omogeneità delle forme tradizionali nel continente eurasiatico, o Giuseppe Tucci, che diede avvìo in Italia all’Orientalistica, da teorici come Nikolaj Trubeckoj, ma anche dai fondamenti della nostra più profonda identità, un imperatore come Federico li che, scrive Mutti in un passaggio bello e definitivo, “riunì nella propria persona i caratteri di un Imperatore romano e di un Koenig germanico, di un Basileus bizantino e di un Sultàn musulmano”. PIETRANGELO BUTTAFUOCO (“Prefazione”) [leggi tutto…]