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Nietzsche Friedrich

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Autore: Friedrich Nietzsche
Titolo: Queste le parole di Zarathustra. Un libro per Tutti e Nessuno.
Collana: Alter ego
Prezzo: 60,00€

[Testo originale a fronte]

In epigrafe il lettore troverà due versi tratti da un poema persiano che il Curatore dell’opera ha tradotto in endecasillabi latini: “Mille tuum speculis consistens cernere vultum/ Das, aliusque alio iam redderis, et simul idem” (“In mille specchi hai fatto scorgere il tuo volto riflesso/ E in ognuno di essi ti sei svelato eguale e diverso.”) Più che un testo speculativo, lo Zarathustra è uno specchio: ognuno vi si può riconoscere, ognuno, leggendolo, parlerà di sé. Ci si può scoprire nani o funamboli, danzatori o banditi, o fragili eremiti. E’ come un arabesco interminabile in cui scorre il filo dell’umano. [leggi tutto…]

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Autore: Friedrich Nietzsche
Titolo: Lo Stato dei Greci. L’agóne omerico
Collana: Alter ego
Prezzo: 11,00€

[Testo originale a fronte]

In principio fu la schiavitù. In principio furono l’efferatezza e l’agone. In principio fu un cosmo ordinato secondo i moti della potenza. Questo nota Nietzsche dello spettacolo umano più bello che noi occidentali si possa vantare: l’epoca dei Greci. La compostezza sovrana che caratterizzò gli Elleni, la loro arte perfetta, le loro pagine di radiosa sapienza, tutti i superlativi dell’essere degnamente uomini vengono, per il filologo-filosofo tedesco, dalla sopraffazione e dal trionfo dei migliori sui peggiori. E dunque queste pagine temerarie sono l’elogio più spiegato di ciò che il moralista (e il moderno) aborre: schiavitù, guerra, aristocrazia, superbia. L’elogio nietzscheano è intonato in nome della “grande riuscita”: l’unico fine, antiumanistico, sotteso – meglio: connaturato – all’avventura umana.

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Autore: Friedrich Nietzsche
Titolo: La Weltanschauung dionisiaca
Collana: Alter ego
Prezzo: 9,00€

[Testo originale a fronte]

O l’uomo ha spalle larghe e cuore robusto per sopportare la verità di Sileno, “ottimo è non nascere”, o è meglio che non parli proprio di verità, giacché questa sarebbe soltanto un’escogitazione a servizio del suo risentimento e la velatura di una insolente, egocentrica volontà di potenza (inventio veritatis: auxilium vitae). La verità innerva di sé la sfrenatezza bacchica – il sangue che scorre copioso in tali riti non è che una sua metafora incarnata -: è un urlo assordante, un terribile silenzio, non una concatenazione mansueta di argomenti. Se i filosofi non possono millantare l’invenzione di un concetto astrattamente persuasivo di verità, esistono pur sempre “i veritieri” (cfr. la formula “noi veritieri” dell’Al di là del bene e del male) e saranno costoro a generare, a istituire avventurosamente ciò che si offre, e si lascia indovinare, come vero. Loro è, infatti, il diritto alla verità.

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